Otite: come prevenirla, come gestirla

 
     
 

Otite 

L'otite è un processo infiammatorio (acuto o cronico) a carico dell'orecchio, cui, di norma, consegue dolore di intensità variabile, associato, in funzione della porzione di orecchio colpita, ad altri sintomi e segni. Le otiti possono essere distinte in otiti esterne, quando è coinvolto il condotto uditivo, otiti medie, quando è colpito l'orecchio medio, e otiti interne, se il processo infiammatorio è a carico dell'orecchio interno. Molto frequenti, soprattutto nei bambini, possono colpire entrambi i sessi, a tutte le età, sebbene il picco di incidenza sia in età pediatrica: tra 7 e 12 anni per le forme a carico dell'orecchio esterno, tra 6 mesi e 3 anni per quelle a carico dell'orecchio medio. Le otiti interne, per lo più conseguenza delle otiti medie, rappresentano le forme meno frequenti, sulle quali non ci si soffermerà in questa sede.

L'otite esterna è comunemente causata da infezioni primitive del condotto uditivo, per ristagno di umidità e acqua e proliferazione batterica. In condizioni fisiologiche, il condotto uditivo agisce come una barriera per le porzioni più sensibili e delicate dell'apparato uditivo, mediante la produzione di uno strato di cerume, che crea un ambiente acido e ricco di lisozima; se una ridotta produzione di cerume favorisce la crescita batterica, un suo eccesso porta a ritenzione di acqua e detriti, che a loro volta facilitano l'invasione e la proliferazione batterica. Una volta stabilitasi l'infezione, compaiono macerazione locale e infiammazione e si instaura un quadro clinico manifesto. Più frequente in chi nuota o immerge la testa sott'acqua, può conseguire anche alla presenza di un corpo estraneo nel condotto uditivo, a traumi e microtraumi o a lesioni da grattamento. I microrganismi che più spesso causano otite esterna sono rappresentati da Pseudomonas spp., stafilococchi e streptococchi, meno frequentemente da funghi, lieviti o virus.

Dal punto di vista clinico, il paziente con otite esterna dichiara dolore ad aumento progressivo 1-2 giorni prima; lamenta inoltre prurito, sensazione di orecchio chiuso o dolore, quest'ultimo accentuato dalla pressione sul padiglione auricolare; può essere presente otorrea, vale a dire fuoriuscita di liquido (sieroso o purulento) dall'orecchio. La perdita dell'udito, se presente, è di norma transitoria.

L'esame del paziente evidenzia dolore alla trazione, anche lieve, del padiglione auricolare; il condotto uditivo si mostra eritematoso, edematoso e ristretto, con accumulo di cerume, secrezione e/o croste. La membrana timpanica, difficile da esaminare, può mostrarsi lievemente infiammata, ma conserva normale mobilità.

La diagnosi può essere posta mediante un'appropriata valutazione anamnestica e un accurato esame obiettivo del paziente e non richiede di norma esami aggiuntivi, se non nel sospetto di un'infezione fungina, nel qual caso una colorazione di Gram e una coltura del liquido auricolare rappresentano le tecniche di elezione per la definizione del patogeno, o qualora si sospetti un coinvolgimento osseo, per il quale può risultare appropriata l'esecuzione di una TC dell'osso temporale. La diagnosi differenziale deve essere posta principalmente con le otiti medie acute, le mastoiditi e le infezioni da herpes zoster.

La terapia dell'otite esterna è finalizzata a ridurre il dolore e a eliminare il microrganismo responsabile; per gestire il dolore di intensità lieve-moderata possono essere somministrati paracetamolo e ibuprofene, farmaci analgesici efficaci e sicuri anche nel bambino, in associazione ad antibiotici, per lo più locali. Per il controllo del dolore intenso, nell'adulto si può somministrare paracetamolo in associazione a codeina.

Condotto uditivo

L'otite media rappresenta il più delle volte una complicanza di un'infezione del tratto respiratorio superiore che dal rinofaringe va a coinvolgere l'orecchio medio. È la patologia più frequente in età pediatrica: più dell'80% dei bambini al di sotto dei 3 anni di vita ha sofferto di almeno un episodio di otite media acuta (OMA) e la ricorrenza degli episodi si evidenzia in un terzo circa dei pazienti. L'incidenza è massima nel secondo semestre di vita, presumibilmente per motivi di natura immunitaria (mancanza di anticorpi contro i batteri più comunemente causa di otite media, come lo pneumococco) e anatomici (angolo tuba uditiva-rinofaringe), per poi ridursi e raggiungere valori simili all'adulto intorno a 5-6 anni di vita. Sono colpiti da OMA sia i maschi sia le femmine, con una maggior frequenza nel sesso maschile. Sono stati chiaramente identificati numerosi fattori di rischio per OMA, legati sia all'ospite sia all'ambiente: l'età, una storia di allergia stagionale, la presenza di ipertrofia delle adenoidi, malformazioni cranio-facciali, frequenti infezioni delle vie respiratorie superiori, la stagione autunnale e invernale, il frequentare l'asilo nido e l'uso del succhiotto dopo il secondo semestre di vita rappresentano i più importanti fattori di rischio per OMA nel bambino.

I patogeni che più spesso causano OMA includono S. pneumoniae (il più frequente), H. influenzae, M. catarrhalis e S. pyogenes. L'eziologia dell'OMA può essere anche virale (virus respiratorio sinciziale, virus influenzali e parainfluenzali, adenovirus, virus della parotite, enterovirus) e nel 20% circa dei casi il virus è l'unico microrganismo isolabile. In seguito a ostruzione delle tube di Eustachio si hanno accumulo di fluido nell'orecchio medio e comparsa della sintomatologia.

I sintomi di OMA sono spesso poco specifici e quindi di per sé poco utili per porre diagnosi; possono essere distinti in sintomi generali (come febbre, malessere, irritabilità, pianto inconsolabile e frequenti risvegli notturni) e locali (come dolore della parte e otorrea). I bambini piccoli possono toccare/tirare di frequente l'orecchio e può essere presente una riduzione dell'udito. L'esame obiettivo del paziente può risultare negativo, a eccezione dei segni di un raffreddore; l'esame della membrana del timpano rivela invece i segni di infiammazione, con iperemia della membrana timpanica, effusione nell'orecchio medio e presenza di otorrea se la membrana del timpano è perforata.

La diagnosi si basa sul rilievo contemporaneo dei seguenti tre riscontri clinici: esordio acuto della sintomatologia, infiammazione della membrana del timpano e presenza di essudato nella cassa timpanica. La diagnosi differenziale deve essere posta con l'otite esterna acuta, l'otite media cronica, la mastoidite, la tonsillite, l'adenoidite, l'ascesso dentario, le nevralgie e la parotite.


La terapia dell'OMA, così come quella delle otiti esterne,è finalizzata a ridurre il dolore e a eliminare il microrganismo responsabile della sua comparsa; inoltre, ha il ruolo fondamentale di prevenire le complicanze batteriche, tra cui la perforazione del timpano, la formazione di colesteatoma, l'otite interna con labirintite, la mastoidite e la sordità. Devono pertanto essere somministrati farmaci analgesici in associazione ad antibiotici. Le linee guida della Società Italiana di Pediatria (SIP) sottolineano come il trattamento cardine dell'otalgia sia rappresentato dalla somministrazione di antidolorifici a dosaggio adeguato per via sistemica. Nel bambino, le uniche due molecole che possono essere utilizzate sono paracetamolo e ibuprofene, farmaci analgesici dotati di buona efficacia e di un profilo di sicurezza adeguato.


Di fronte a un paziente con sospetta otite, il farmacista dovrebbe suggerire l'assunzione di farmaci di automedicazione (paracetamolo, ibuprofene) in grado di contrastare e ridurre il quadro clinico, rimarcando che essi possono essere somministrati con sicurezza ed efficacia anche nel paziente pediatrico. Nel sospetto di complicanze, il farmacista deve orientare il paziente (o il genitore) a un consulto specialistico, perché si possa porre la diagnosi corretta e si instauri la terapia più appropriata. Il farmacista, nello svolgere il suo ruolo di counselling, deve essere in grado di fornire tutte le istruzioni e le informazioni ritenute utili sia per la prevenzione sia per la gestione (non farmacologica) delle otiti.

Per prevenire l'instaurarsi di otite esterna, il farmacista può pertanto suggerire alcuni interventi basati principalmente sul ridurre l'ingresso e la permanenza di acqua nel condotto uditivo:


  • asciugare bene le orecchie dopo aver nuotato o fatto il bagno
  • cercare di far uscire l'acqua che è entrata, inclinando la testa per facilitarne l'uscita dal condotto
    uditivo
  • utilizzare l'asciugacapelli a bassa temperatura e dirigerlo verso l'orecchio
  • indossare tappi quando si nuota (valido soprattutto nell'adulto)
  • non pulire il condotto uditivo con oggetti che possono causare microtraumi
  • se presente un eccesso di cerume, farlo rimuovere da un operatore sanitario mediante l'impiego
    di otoscopio.


 


Per prevenire l'instaurarsi di OMA, è utile adottare i seguenti accorgimenti:


  • ridurre per quanto possibile l'esposizione dei bambini piccoli ai patogeni respiratori, evitando il contatto con coetanei già infetti; in quest'ottica, può essere importante tenere i bambini piccoli lontani dall'asilo nido, almeno nei periodi di massimo rischio di contagio
  • evitare l'uso del succhiotto dopo i 6 mesi di età
  • evitare il fumo passivo
  • allattare al seno almeno per i primi 6 mesi di vita
  • vaccinare contro i virus influenzali stagionali e contro lo pneumococco: le linee guida SIP ritengono tali vaccinazioni un utile strumento per prevenire il primo episodio di OMA.


  • Una volta che l'OMA si è instaurata, la sua gestione prevede l'adozione di alcuni utili accorgimenti:


  • soffiare il naso con regolarità, per svuotarlo il più possibile
  • eseguire lavaggi nasali con soluzione fisiologica, allo scopo di rimuovere il muco
  • ridurre la pressione a livello dell'orecchio medio, per ridurre il dolore:
    • tenendo il bambino in posizione eretta o in braccio
    • facendolo dormire con la testa sollevata, con un altro cuscino sotto la testa
  • applicare compresse calde, utili per ridurre il dolore.


 


Bibliografia


* eMedicine: Otitis Externa

* eMedicine: Otitis Media

* Hendley JO. Clinical practice. Otitis media. N Engl J Med 2002;347(15):1169-1174.

* Società Italiana di Pediatria. Otite media acuta: dalla diagnosi alla prevenzione. Linee guida italiane sulla diagnosi e prevenzione dell'otite media acuta. SIP, febbraio 2010.

 
     
 

 

 

 

 

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