"L'ipertensione non è solo un problema dell'anziano, ma riguarda anche i più giovani". Lo sostiene Dario Manfellotto, direttore del Centro di fisiopatologia clinica e coordinatore scientifico dell'ospedale Fatebenefratelli di Roma, durante la presentazione della campagna "Cibo & Salute" della Croce Rossa italiana (CRI), dedicata al tema pressione alta. "Anche i bambini e gli adolescenti possono essere interessati da questo disturbo", avverte l'esperto. Per questo sono importanti a prevenzione, l'informazione e il controllo. "Gli adulti - aggiunge Massimo Volpe, vicepresidente della Società italiana dell'ipertensione arteriosa (SIIA) - dovrebbero sottoporsi a visite di controllo almeno una volta all'anno. Ma anche nei bambini, durante le visite pediatriche, è opportuno misurare la pressione arteriosa. Questo vale ancor di più per i bambini obesi, per quelli che intraprendono un'attività sportiva e nei casi in cui c'è familiarità ", precisa lo specialista. "Uno studio recente condotto in Germania su quasi 18 mila bambini e ragazzi da 0 a 17 anni - continua Manfellotto - ha dimostrato che negli adolescenti, se si utilizzano come valori di riferimento quelli degli adulti, il 52,2% dei ragazzi e il 26,2% delle ragazze hanno valori di pressione superiori a quelli ottimali, mentre il 6% dei ragazzi e l'1,4% delle ragazze risultano già ipertesi. Andando a studiare, poi, i ragazzi in sovrappeso oppure obesi, si è registrata una clamorosa differenza di genere, con valori pressori superiori a quelli ottimali presenti nel 79% dei ragazzi obesi e soltanto nel 4% delle ragazze obese".
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