I nuovi casi stimati delle sindromi influenzali nella 4° settimana  sono 111.000. Il valore dell'incidenza totale delle sindromi influenzali è pari a 1,84 casi per mille assistiti, simile rispetto al valore osservato nella settimana precedente (1,61 casi per mille assistiti)

La fascia di età più colpita è sempre quella pediatrica (0-14 anni), con un'incidenza pari a 3,73 casi per mille assistiti in lieve aumento rispetto alla settimana precedente, mentre tra i giovani/adulti (15-64 anni) e negli ultrasessantaquattrenni l'incidenza rimane pressoché stabile. La rete sentinella di strutture di pronto soccorso ha segnalato che nella 4° settimana è rimasto praticamente invariato il numero delle persone che si sono rivolte ai pronto soccorso per sindrome respiratoria acuta (6,1% rispetto al 5,8% della 3° settimana) e di questi, il 25,1% è stato ricoverato. Nell'ultima settimana si sono verificati due decessi, portando il numero delle vittime a 229, di cui il 41% donne, il 33% con un'età tra 145e 44 anni, il 34% con un'età tra 45 e 64 anni e l'81% presentava almeno una condizione di rischio. Continua il calo delle vendite di antivirali, con un valore pari a 0,9 pezzi ogni 100 mila abitanti, equivalente a una riduzione del 21% rispetto alla settimana precedente, ma a dispetto della riduzione, questo dato è ancora superiore del 53% a quello rilevato nello stesso periodo dell'anno precedente. Rimangono stabili le vendite di antibiotici e analgesici. Il sistema di sorveglianza Passi, che rileva i comportamenti correlati alla salute mediante interviste a campioni di assistiti adulti delle aziende sanitarie, al 24 gennaio segnalava che meno di un intervistato quattro (24 %) ritiene probabile che qualcuno nella propria famiglia possa essere colpito dall'influenza A/H1N1v; il 14% delle persone si dice preoccupato per la pandemia e il 92% degli intervistati conosce le norme igieniche per ridurre le possibilità di contagio. Circa le fonti di informazione prevalgono medici e pediatri (81%), seguiti da Internet (14%), operatori sanitari (8%) e  servizi di prevenzione delle ASL (7%).

Fabrizio Pregliasco