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E' proprio vero che tutti sanno cos’è una “distorsione”? Comunemente detta “storta”, la distorsione è uno dei traumi più comuni per gli sportivi, ma non solo ...

Cosa accade realmente alla zona colpita
Immaginiamo lo scheletro umano come un’impalcatura mobile composta da ossa variamente combinate tra di loro, in punti di contatto chiamati articolazioni, che altro non sono se non gli “snodi” (caviglia, ginocchio, polso, ad esempio) che collegano due ossa, rendendo possibile il movimento. Con il termine “distorsione” si indica una lesione a carico di un’articolazione provocata da un movimento violento, improvviso ed imprevisto che, forzando le strutture dell’articolazione stessa oltre i suoi limiti fisiologici, le impone un movimento esagerato e anomalo. Consideriamo ad esempio una caviglia: quando prendiamo una “storta”, le estremità ossee si allontanano momentaneamente tra loro, per poi tornare al loro posto, all’interno di quello che tecnicamente si chiama “manicotto articolare”, determinando uno stiramento dei muscoli e dei legamenti articolari e danni alla “capsula articolare”.
Gli ingranaggi del corpo umano
Le articolazioni, come si è visto, sono il punto di incontro tra due o più ossa e permettono la flessibilità dell’apparato muscolo scheletrico.
Sarebbe inutile imprimere forza ai muscoli delle gambe per correre se l’anca, il ginocchio o la caviglia non ne consentissero la “snodabilità” in diversi punti.
Ogni articolazione è deputata ad una gamma di movimenti più o meno ampia, a seconda della forma delle ossa che la compongono.
Tutte le articolazioni - siano esse di tipo fisso, come quelle del cranio, semimobile, come quelle della colonna vertebrale o del piede, o mobile, come spalla e gomito sono accomunate da una analoga struttura anatomica: le estremità delle ossa connesse sono rivestite di cartilagine e unite da legamenti fibrosi; l’intera articolazione è circondata da un involucro chiamato capsula articolare, con funzione di protezione.
La Lussazione
Come si è detto, la distorsione comporta un allontanamento temporaneo dei capi articolari, con lesione di tendini e legamenti. Quando l’allontanamento dei capi articolari è permanente, si parla di “lussazione”, un trauma che interessa le articolazioni mobili e normalmente si risolve con una manovra di “riduzione” capace di riposizionare i capi articolari Tale operazione comporta esperienza e competenza ed è perciò di pertinenza esclusiva di un medico.
Come e quando intervenire
La prima cosa da fare è fermarsi, sospendere immediatamente l’attività sportiva o qualsiasi movimento che coinvolga l’arto infortunato, immobilizzando la zona colpita e ponendola in stato di riposo, ovvero in posizione rialzata. applicare subito ghiaccio sull’articolazione interessata. la terapia del freddo determina una diminuzione del calibro delle vene e delle arterie, riducendo versamenti di sangue e inducendo un effetto antinfiammatorio con conseguente riduzione del dolore.
In secondo luogo è utile fasciare l’arto coinvolto con un bendaggio in grado di sostenere l’articolazione, evitando però di stringere eccessivamente in modo da non bloccare la circolazione sanguigna.
Controindicato invece praticare massaggi e applicare pomate: oltre ad indurre un riscaldamento dannoso della zona colpita, ogni manipolazione, specie se effettuata prima di una diagnosi certa e da persona non esperta, potrebbe determinare un peggioramento.
Misurare la gravità
La gravità della distorsione dipende dalla gravità dell’impatto sull’articolazione e sulle sue componenti anatomiche connesse all’articolazione: capsula articolare, legamenti, tendini, muscoli.
• la distorsione di I grado consiste in una semplice distensione dei legamenti o della capsula. Si tratta della classica “storta”, che provoca un leggero dolore e un gonfiore lieve.
• la distorsione di II grado (media) provoca una lacerazione parziale delle strutture capsulo legamentose, caratterizzata dai seguenti segni e sintomi: formazione di un livido, dolore alla pressione sulla parte lesa, gonfiore, irrigidimento muscolare della zona lesa, una reazione involontaria che l’organismo mette in atto per diminuire il dolore al movimento. In alcuni casi si possono verificare versamenti di sangue all’interno dell’articolazione e riscontrare iniziali segni di instabilità articolare.
• la distorsione di III grado (grave) comporta una rottura completa delle strutture capsulolegamentose, che richiede generalmente un intervento di tipo chirurgico.
E dopo il primo soccorso la parola al medico
Appena possibile è necessario consultare un medico per constatare l’entità dello strappo e valutare quali interventi siano necessari.
una corretta e tempestiva valutazione del problema è il primo passo verso una guarigione rapida e completa.
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