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Newsletter n° 19 |
del 18 Gennaio 2012 |
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In questo numero
L'influenza è un importante problema di Sanità Pubblica e continua a rappresentare la principale causa, diretta o indiretta, di mortalità per malattie infettive nella popolazione geriatrica. Si stima che nel nostro Paese l'influenza causi ogni anno circa 8000 decessi: di questi, l'84-90% riguarda soggetti di età >65 anni. Il rischio di mortalità legato all'influenza aumenta esponenzialmente dopo i 65 anni; non solo l'età avanzata in sé, con il declino dell'immunocompetenza che la contraddistingue, ma la presenza di comorbilità , la fragilità e i deficit nutrizionali sono fattori che concorrono ad aumentare la suscettibilità a contrarre la malattia e a incrementare la mortalità a essa correlata. L'influenza è anche una causa importante di disabilità e declino funzionale nell'anziano. L'incidenza dell'influenza decresce con l'aumentare dell'età e raggiunge il valore minimo nell'anziano. Nella stagione 2010-2011, in Italia l'incidenza cumulativa dell'influenza nella fascia di età >65 anni è risultata pari a 28 casi per 1000 assistiti (contro più di 200 casi per 1000 assistiti nella fascia di età 0-14 anni e 84 casi per 1000 assistiti nella fascia di età 15-64 anni). La trasmissione del virus dell'influenza avviene Nell'anziano, i meccanismi alla base dell'invecchiamento del sistema immunitario e la loro rilevanza nell'infezione da virus dell'influenza non sono del tutto noti, ma si ritiene che sia l'immunità innata sia quella adattativa siano condizionate negativamente. Tali modificazioni spiegherebbero, almeno in parte, caratteristiche peculiari Il periodo di incubazione è in genere di 24-48 ore. Dopo tale periodo, i sintomi classici dell'influenza compaiono il più delle volte all'improvviso e comprendono febbre, brividi, mialgia e artralgia, cefalea e malessere. La febbre dura in media 3-4 giorni, ma in alcuni casi può persistere anche per una settimana. L'esame del paziente può rivelare, oltre alla febbre, tachicardia, mucose iperemiche, lieve ingrossamento e dolorabilità dei linfonodi cervicali, rossore al volto e cute umida. La malattia si risolve di norma in 5-7 giorni, sebbene sia abbastanza comune un periodo di convalescenza caratterizzato da tosse, debolezza generalizzata e malessere che può persistere anche per alcune settimane. Nell'anziano, i sintomi respiratori possono essere inizialmente insidiosi e di difficile diagnosi. Non raramente, i sintomi classici sono sostituiti da tosse, debolezza generalizzata e confusione mentale.
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soprattutto per via aerogena diretta, mediante goccioline di secrezioni respiratorie e saliva emesse con tosse e starnuti, ma anche per via indiretta, attraverso il contatto delle mani con oggetti e superfici contaminati da secrezioni infette. In assenza di terapia antivirale, un soggetto con influenza è già contagioso nelle 24 ore che precedono la comparsa dei sintomi e, nell'adulto sano, la contagiosità si mantiene per circa 5 giorni dall'inizio di questi. Tuttavia, nel paziente anziano, in particolare se affetto da importanti comorbilità o immunodepresso, la contagiosità può prolungarsi significativamente.
dell'influenza in età geriatrica come quadro clinico di presentazione sfumato, risposta febbrile attenuata o assente, capacità ridotta di sviluppare immunità protettiva in risposta al vaccino antinfluenzale.

